L’albinismo

Nonostante il fatto che l’albinismo non sia una malattia, ma solamente un’anomalia genetica ereditaria, chi è portatore di tale caratteristica è ancora costretto, a tutte le latitudini, a sopportare pregiudizi di ogni genere. L’albinismo è diffuso in tutto il mondo, sia tra gli umani che tra alcune specie di animali, ed è dovuto ad una scarsa produzione di melanina che influisce sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi. La presenza di albini nel mondo varia in base alle regioni. Nello specifico, nell’Africa sub-sahariana, si stima un rapporto che varia da 1 su 5.000 a 1 su 15.000, con punte, nell’Africa meridionale, di tassi di prevalenza di 1 su 1.000.

Le persone con albinismo, naturalmente, godono degli stessi diritti di qualsiasi altra persona e sono protette dagli strumenti internazionali sui diritti umani. Le normative di salvaguardia si riferiscono a tutti diritti fondamentali come il diritto alla vita, all’associazione, all’integrità fisica, alla libertà e alla sicurezza oltre al diritto al più alto livello raggiungibile di salute fisica e mentale e il diritto a un adeguato tenore di vita. Tale protezione può essere riscontrata nella Dichiarazione universale dei diritti umani, nella Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e nella Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (che proibisce la “discriminazione razziale” sulla base del colore della pelle) oltre alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, che vietano pratiche dannose.

Nonostante questa anomalia genetica sia presente da tempo immemorabile, gli albini vengono ancora ghettizzati e discriminati per il colore della loro pelle. A causa di tale atteggiamento è per loro impossibile esercitare i loro diritti a livello economico e sociale. Ancora, nel terzo millennio, gli albini soffrono di un accesso limitato ai servizi sociali di base e di una condizione di isolamento, oltre ad avere una bassa aspettativa di vita a causa dell’elevato rischio di contrarre tumori della pelle.

I miti e le idee sbagliate sulla condizione delle persone con albinismo sono profonde, anche a causa della loro rarità, che concorre ad una scarsa conoscenza, da parte del grande pubblico, della loro condizione.